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mercoledì 16 novembre 2016

#renzi Fuori i Conti dei tuoi privilegi

#RenziFuoriIConti dei tuoi privilegi

Il Presidente del Consiglio combatte da mesi per una riforma che andrebbe contro sprechi e privilegi degli altri. Non parla mai dei suoi, ma sta facendo di tutto per risparmiare. Renzi prende appena 8.200 euro al mese più qualche spesuccia. Prima di tutto il suo "aereo blu" acquistato in leasing per soli 175 milioni di euro (per gli asili nido ne stanziarono solo 100). Per gli spostamenti più brevi poi c'è il Renzicottero che per mezz'ora di volo, come racconta La Verità, costa appena 32.500 euro: "Il volo è partito vuoto da Pratica di Mare (Roma) con il personale di servizio, è atterrato a Messina, ha caricato l' illustre passeggero, lo ha trasportato sulla costa calabrese, è ritornato, senza Renzi, alla base dell' Aeronautica militare. Costo? 32.500 euro di cui 17.000 di carburante. Se l' ex Rottamatore avesse preso il traghetto (non gli chiediamo di fare lo stretto a nuoto come Beppe Grillo) avrebbe impiegato più o meno lo stesso tempo e avrebbe speso 2.50 euro". Non è il renzicottero che costa, è il carburante. Queste piccole spese, che ogni cittadino normale può sostenere, non vengono intaccate dalla Schiforma.
Oltre al suo stipendio, Renzi vive in ristrettezze a Palazzo Chigi, che ci costa appena 236 milioni all'anno se consideriamo le sole uscite per il personale. Anche questi costicini non vengono tagliati dalla schiforma! E che bisogno c'è? Da gennaio a settembre Renzi ha fatto 60 missioni, con una schiera complessiva di 525 accompagnatori. La rendicontazione pubblica su questi viaggi di propaganda però è incompleta. Forse si è distratto, ma se ce la manda lo ringraziamo. Vorremmo solo sapere come vengono spesi i nostri soldi e se sono per funzioni istituzionale o per fare propaganda alla schiforma.
Dietro a Renzi c'è il Pd che negli ultimi 7 anni ha incassato MEZZO MILIARDO DI EURO di soldi pubblici. Di questi, 436 milioni sono “rimborsi” elettorali (45 solo per le politiche 2013), mentre 60 milioni derivano dai “contributi” di fatto obbligatori che ogni parlamentare del Pd deve versare al partito. La Schiforma non abolisce i soldi pubblici dei cittadini al Pd e agli altri partiti. Altrimenti come farebbero a vivere? Dovrebbero trovarsi un lavoro, ma col Jobs Act sono tempi di magra. Anche i parlamentari piddini hanno qualche privilegio. 11.281 euro lordi ogni mese, la diaria da 3.500 euro e 3.690 euro di rimborsi per le spese non rendicontati. Totale 18.471 euro (più eventuali indennità aggiuntive, auto blu e aereo di Stato). La Schiforma non taglia questi stipendi perchè sono sobri. Non si capisce ancora infatti perchè il Pd abbia votato contro il dimezzamento degli stipendi proposto dal M5S...
La Schiforma non intacca mezzo privilegio nè di Renzi nè degli altri politici. L'unica cosa che aboliscono è il voto dei cittadini al Senato come hanno già fatto per le province. Il 4 dicembre votiamo no per mandare via questo governo e andare a votare alle politiche al più presto.

lunedì 31 ottobre 2016

Terremoto, a Roma il ponte Mazzini chiuso ai pedoni. Inagibili tre chiese, evacuato il ministero dell’Ambiente

Terremoto, a Roma il ponte Mazzini chiuso ai pedoni. Inagibili tre chiese, evacuato il ministero dell’Ambiente
Il ponte sul Tevere chiuso per alcune ore e poi riaperto dopo le verifiche dei vigili del fuoco. Decine di interventi dei pompieri in tutta la Capitale. Impraticabile, tra l'altro, la chiesa di San Francesco, a due passi dal Colosseo. Doppi controlli sulle scuole. Il sindaco Raggi: "Rinnovare il piano di evacuazione". Ma i presidi: "Controlli random, serve più serietà"

Il ministero dell’Ambiente evacuato, la Sapienza chiusa, il ponte Mazzini (sul Tevere) chiuso per alcune ore, doppi controlli sulle scuole, le crepe su monumenti e chiese da San Paolo fuori le Mura alla chiesa di San Francesco, nel rione Monti, a poca distanza dal Colosseo e dai Fori. E’ anche Roma,questa volta, che sente addosso gli effetti del terremoto che ha stravolto per l’ennesima volta Umbria e Marche. In mezza giornata si sono contati almeno 75 interventi dei vigili del fuoco per segnalazioni e richieste di intervento su verifiche di stabilità, lesioni su edifici, cornicioni caduti o pericolanti. Ma altre centinaia di segnalazioni sono in coda, già raccolte dalla sala operativa del comando provinciale dei pompieri che ha dovuto richiamare in servizio i “reperibili”, con un aumento del 25 per cento del personale operativo e almeno 15 cosiddette “partenze tecniche”. Nella Capitale, soprattutto nella zona Nord e Est, il sisma è stato avvertito chiaramente. Una situazione simile, spiegano i ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a quella della sequenza sismica dell’Aquila, nel 2009. 
Dopo che domenica erano stati riscontrati danni alla Cupola della Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro di Francesco Borromini, e al frontone della Basilica di San Paolo fuori le Mura, già in mattinata i vigili del fuoco avevano dichiarato inagibili la chiesa di San Francesco, quella di piazza Sant’Eustachio e la chiesa San Barnaba di Marino, ai Castelli Romani.

Poi la questione del ponte Mazzini, a due passi dalla Farnesina, riaperto con il via libera dei vigili del fuoco dopo alcuni sopralluoghi. Resta sbarrato, però, il passaggio dei pedoni. A essere dichiarati inagibili a scopo precauzionale, a causa di alcune lesioni, sono i due marciapiedi ai lati del ponte e i passaggi sotto le arcate all’altezza del greto del fiume. Il ponte che collega il lungoteveredei Sangallo al lungotevere della Farnesina è stato interdetto per tutta la mattina al transito dei mezzi superiori a 35 quintali e agli autobus Atac.
Evacuato il ministero dell’Ambiente
I disagi si sono estesi anche al ministero dell’Ambiente dove il personale è stato evacuato dall’edificio per verificare l’idoneità statica degli edifici di via Colombo e Capitan Bavastro. Un intervento dei vigili del fuoco reso necessario dalle numerose segnalazioni dovute a diffuse fessurazioni sulle pareti interne e agli sbarchi degli ascensori.
Chiusa la Sapienza
Anche l’Università La Sapienza di Roma è chiusa, in via cautelare, per permettere “verifiche tecniche sulle strutture degli edifici dell’ateneo”. Il rettore Eugenio Gaudio – si legge sul sito dell’ ateneo – “a seguito della decisione già assunta dall’ Amministrazione di chiudere il Rettorato, gli uffici e le Segreterie nel ponte di Ognissanti per consentire a studenti e personale di usufruire della festività, ha stabilito di estendere la chiusura anche alle eventuali attività didattiche e di ricerca”. I controlli, secondo quanto previsto anche per le scuole di Roma, saranno condotti nella giornata di oggi e, se necessario, di domani. Restano sospese tutte le attività universitarie alla sede di Rieti già interrotte dopo il terremoto del 24 agosto.
Controlli nelle scuole, anche Raggi a sopralluogo
Tutte le scuole di Roma
 sono state chiuse, con decisione presa già poche ore dopo la scossa di domenica mattina. Tecnici del Comune sono al lavoro per verificare danni e stabilità delle strutture. “Il problema di sicurezza c’è in tutta Italia perché abbiamo costruzioni anche molto vecchie – dice il sindacoVirginia Raggi – Adesso dobbiamo capire effettivamente quale sia lo stato di queste strutture. Questo si potrà accertare dopo indagini più approfondite. Parlare oggi è prematuro, l’importante è avviare questo percorso, non possiamo più tergiversare”. Raggi aggiunge che il piano di evacuazione della città è “fermo al 2008 e già ci siamo attivati per rinnovarlo e aggiornarlo”. Lo stesso sindaco ha visitato una scuola romana, un istituto comprensivo di Tor Bella Monaca, insieme al vicesindaco Daniele Frongia e all’assessore alla Scuola Laura Baldassarre
Ma i presidi: “Controlli random, Campidoglio sia serio”
In realtà le verifiche del Campidoglio sono contestate dall’Associazione dei presidi. “I controlli nelle scuole di Roma ci risultano random e su segnalazione dei presidi – replica Mario Rusconi, presidente dell’associazione per Roma e Lazio – chiediamo alle amministrazioni competenti maggiore serietà, Comune e Città metropolitana non possono andare a controllare solo dove ci sono segnalazioni perché i responsabili sono loro”. Rusconi spiega che “per quanto riguarda la Città metropolitana ci risultano verifiche in una scuola sì e una no, mentre i municipi stanno mettendo in moto i tecnici solo laddove le scuole ne abbiano fatto richiesta. Ma se ieri, che era domenica, qualche preside non si fosse preso la briga di andare a controllare l’Istituto, le verifiche rischiavano di saltare”.

I presidi dunque chiedono a Comune, Città Metropolitana e municipi “maggiore serietà nell’affrontare argomenti delicati come la sicurezza degli edifici scolastici. Non ci si può affidareanche per quanto riguarda la sicurezza degli edifici alle segnalazioni dei presidi. Se fossimo stati esperti di statica e non laureati in lettere avremmo fatto un altro mestiere”.

martedì 7 giugno 2016

Kimbo Slice r.i.p.

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La popolarità l’aveva raggiunta più per gli incontri clandestini virali online che per le vittorie “regolari” sui ring della Bellator MMA. Kimbo Slice, uno dei più carismatici e conosciuti lottatori di arti marziali miste, è morto a 42 anni la scorsa notte in un ospedale di Fourt Lauderdale in Florida (USA) per motivi ancora sconosciuti. Quasi un metro e novanta d’altezza, 110 chili di peso, muscolatura possente e armonica, testa pelata e barba nerissima, Kimbo con i suoi catenoni dorati e penzolanti ha sempre ricordato fattezze e smorfie del grande Baracus Mr. T dell’A-Team. Nato nel 1974 a Nassau, nelle isole Bahamas, vero nome Kevin Ferguson, il lottatore ha poi assunto all’epoca dei primi combattimenti clandestini finiti sul web sia il soprannome portatosi dietro fin da ragazzino, Kimbo, sia un altro soprannome derivato dai tagli procurati agli avversari con i suoi pugni, Slice.

Oggi abbiamo perso un nostro fratello”, ha dichiarato il manager Mike Imber che ne ha confermato la prematura scomparsa. “Siamo tutti scioccati e rattristati dalla perdita devastante e prematura di Kimbo Slice”, ha detto Scott Coker, CEO della Bellator MMA – la compagnia di promozione degli incontri a cui partecipava il lottatore scomparso.  “Kimbo è stato uno dei combattenti più popolari di MMA, una personalità carismatica, “larger than life” che trascendeva lo sport. Al di fuori del ring era un persona amichevole, un gigante gentile e un padre di famiglia devoto (aveva sei figli, ndr)”.
La biografia di Kimbo Slice sembra uno di quei docufilm indie in cui la realtà bizzarra e beffarda si mescola ad una finzione spettacolare e violenta. Kimbo si trasferì con la madre e i due fratelli in Florida nei primi anni novanta dove diventò linebacker nella squadra della Miami Palmetto High School. Le prime risse, ancora non documentate, ma probabilmente abbastanza vicine all’anarchica e violenta street fighter, risalgono a quando aveva 13 anni. L’omone bahamiano si era fatto notare per la sua particolare potenza, ma anche per una notevole agilità. Ma prima della popolarità da combattente praticamente a mani nude, c’è la trafila del destino come la casa distrutta dall’uragano Andrew e la vita passata dentro la propria auto per mesi, come i lavoretti qualunque: buttafuori in uno strip clubpoi, notato da Mike Imber, che diventerà suo manager, finisce a fare l’autista di limousine e guardia del corpo di una società di film pornografici.
Nel 2008 l’esordio nel professionismo con la Bellator MMA dove fino al 2011 disputa 8 incontri vincendone 5, 3 per ko. Il match del 31 maggio 2008, vinto contro James Thompson, trasmesso dalla CBS, attira milioni di telespettatori sia tra chi già conosceva Kimbo dai filmati clandestini su Youtube, sia dei neofiti della MMA. Seguono altri due match importantissimi per la sua affermazione contro Seth Petruzelli (perso) e Houston Alexander (vinto), fino al momentaneo ritiro nel 2011. Da quell’anno e fino al 2014 si dedica alla boxe: 7 incontri e 7 vittorie (6 per ko). Infine il ritorno nel 2015 alla Bellator MMA contro Ken Shamrock dove vince per ko e nel gennaio 2016 contro Dada 5000, nemico vero per le strade della Florida e con infanzia nelle Bahamas come lui: Kimbo vince ma poi viene squalificato per positività al nandrolone. Kimbo Slice era spavaldo e torvo nell’atteggiamento personale quasi a creare la brutalità spettacolare del personaggio pubblico, ma anche parecchio umile nell’approcciarsi ed esordire nella Bellator MMA, oggi oramai terreno di combattimento di nuove stelle provenienti dall’Est europeo: “Da questa disciplina devo solo imparare, ed è questo ciò che voglio fare davvero – spiegò Kimbo nel 2010 in un’intervista – Il mio obiettivo non è  combattere per vincere titoli o roba simile, ma di divertirmi accada quel che accada in ogni match”.

giovedì 14 aprile 2016

#GrazieGianroberto

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Se n'è andato Gianroberto, un francescano che amava gli animali e la natura, un uomo semplice e disinteressato con una cultura straordinaria e un profondo senso dell’umorismo.
Un manager, un padre, un marito, un mentore, un attivista. Per me un amico.
Gianroberto l'ho conosciuto nel 2004 quando mi propose di aprire un Blog che "sarebbe diventato tra i primi del mondo" e così è stato. Era un uomo di parola che dava il massimo per raggiungere gli obbiettivi che si era prefissato e sapeva tirare fuori il meglio dalle persone di cui si circondava, me compreso.
Abbiamo intrapreso assieme un'avventura straordinaria a cui si sono aggiunte negli anni decine, centinaia, poi migliaia e infine milioni di persone. Due compagni di viaggio che venivano da mondi e stili di vita lontanissimi. Io dal frivolo mondo dello spettacolo, lui dal mondo dell’impresa olivettiana. Io animale da palcoscenico, lui riservato. E così poi io in giro per le piazze in un camper a "spargere il verbo", lui nel suo ufficio a pensare al resto. Io scherzavo, lui faceva sul serio. Ci ha unito il desiderio di fare qualcosa per il nostro Paese. La visione comune è stata la nostra forza. Quando io volevo tirarmi indietro lui mi convinceva ad andare avanti, quando lui avrebbe voluto lasciar perdere tutto io lo facevo desistere. Un'alchimia. Una miscela esplosiva detonata nel cuore di chi ha creduto in un sogno che ogni giorno diventa sempre più concreto.
Gianroberto ha fatto tanto nella vita, è stato un manager di successo e negli ultimi anni si è dedicato anima e corpo al sogno del MoVimento 5 Stelle. Grazie ai suoi sforzi fisici e intellettuali abbiamo gettato le basi per l'entrata in Parlamento per la prima volta nella storia di 150 persone scelte online da cittadini e non da capibastone e che non avevano mai avuto nulla a che fare con i partiti. La sua conoscenza della Rete e l'ideale della democrazia diretta ci hanno permesso di condividere idee innovative, di elaborare un programma elettorale votato da milioni di italiani, di selezionare sul web i nostri portavoce e di vincere le elezioni politiche del 2013. Gli strumenti online per l'autodeterminazione del MoVimento 5 Stelle sono stati sviluppati con professionalità e dedizione e si sono evoluti fino a diventare il Sistema Operativo che Gianroberto aveva annunciato e che è stato rilasciato nella sua prima versione il giorno della sua dipartita: Rousseau, che adesso è il nostro cuore pulsante.
Questi risultati sono stati raggiunti con il nostro sudore e con il nostro sangue, senza un euro di finanziamenti pubblici, senza sponsor miliardari, con tutto il mondo politico e mediatico contro ma con il sostegno e il contributo di milioni di onesti cittadini.
Gianroberto per il suo impegno contro un sistema marcio fino al midollo è stato diffamato, offeso e insultato pubblicamente, in tv, in radio, sui giornali. Sul livore contro di lui ci ha addirittura scritto un libro. Non lo hanno mai capito e per questo non lo sopportavano. Era di un altro livello.
In pochi lo hanno ringraziato per il suo impegno e per il suo essersi donato, oggi è il momento di farlo.
Giù il cappello, signori. Rendete omaggio! Di uomini così ne campano uno ogni cento anni. E chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona si senta un privilegiato.
Grazie Gianroberto, grazie di tutto. Quello che ci hai lasciato lo metteremo a frutto e, come ci hai insegnato tu, non molleremo! Perchè "è difficile vincere con chi non si arrende mai".


Fonte: BeppeGrillo

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