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lunedì 23 novembre 2015

OPERAZIONE RUBINETTO (chiudere con un rubinetto le fontanelle della capitale)......si può fare!!!

Una piccola ma intelligente proposta avanzata da un attivista pentastellato, ovvero applicare un semplice rubinetto ad ogni "nasone" della capitale. Non male come proposta, se pensiamo che milioni di litri di acqua si perdono dalle fontane ogni giorno, senza alcun motivo nei condotti fognari di Roma.
Con una spesa minima, (in confronto ai soldi persi per l'acqua sprecata), si potrebbe superare questo assurdo problema che nel 2015 non può ancora affliggere una città come Roma. 
In Sicilia la situazione acqua è pressoché "fantascientifica", continue interruzioni  e ditte private che spolpano i cittadini con una fornitura a dir poco insufficiente. Bisognerà sicuramente, oltre che riuscire a portare in parlamento questa proposta, anche vigilare sulla eventuale gara di appalto (se sarà necessaria) che deciderà chi si aggiudicherà tale compito, non poco importante, altrimenti si rischia di far speculare qualche altro imprenditore su un opera pubblica di importanza elevatissima.
Per ora la proposta è alle prime votazioni, e con molta difficoltà uscirà fuori: " tutti noi dobbiamo metterci un po del nostro per portare la proposta in parlamento, ma per far ciò bisogna pubblicizzare o meglio, far conoscere l'iniziativa a più persone possibile. Speriamo diventi realtà nel giro di un anno al massimo, altrimenti........la speranza è l'ultima a morire"; così ha commentato un sostenitore a cinque stelle, pienamente a favore "dell' OPERAZIONE RUBINETTO". Come si può non esserlo?!?!?!? 

SI ALLEGA IL LINK PER LA DISCUSSIONE ED EVENTUALE VOTAZIONE:  OPERAZIONE RUBINETTO

Fonte: JACOPO INNOCENZI


lunedì 9 novembre 2015

La vergogna del Ponte, mentre Messina frana

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Più che una promessa per i costruttori e gli affaristi la boutade del premier sul Ponte sullo Stretto è stata un occhiolino agli alfaniani: Renzi ha lanciato il messaggio dalle pagine del libro di Vespa. È un giochino tutto loro, una dichiarazione d'amore e d'intenti che però viene fatta sulla pelle di migliaia di persone e con i soldi di tutti gli italiani.
Il Ponte sullo Stretto non si farà mai e solo annunciarlo è un'offesa.
Un'offesa ai messinesi senz'acqua, ai calabresi con il territorio che frana a ogni bomba d'acqua, a tutti i cittadini schiacciati dal dissesto idrogeologico, che investe l'80% del territorio nazionale, per cui questo governo continua a promettere soldi che non stanzia mai.
Eppure sarebbe la più grande opera pubblica necessaria al Paese. Vogliono nuovi posti di lavoro? Con un miliardo di euro investiti nel risanamento si creerebbero fino a 17mila posti di lavoro. Con le grandi (e inutili) opere pubbliche sono appena 700.
Ma il buon senso si sa, non abita a Palazzo chigi.
Renzi dice di voler costruire il ponte sullo Stretto che dovrebbe collegare due regioni che non hanno ferrovie, dove le strade sono spazzate via dalle frane, dove i capoluoghi sono isolati da settimane e senz'acqua. Ma Renzi vuole il Ponte.
Non ci interessano i giochi politici della alleanze che si nascondono dietro queste dichiarazioni.
Bisognerebbe che si vergognassero per averlo solo pensato.
Fonte: Beppe Grillo

mercoledì 4 febbraio 2015

Catturato gattopardo africano nel Meranese

Catturato gattopardo africano nel Meranese

 

Un giovane esemplare di Leptairulus serval, detto anche gattopardo africano, di un metro di altezza e di 15 kg. di peso, è stato catturato nel Meranese. A catturare l'animale è stato un Ispettore forestale, Andrea Ragazzoni, dell'Ufficio provinciale caccia e pesca. L'animale di provenienza africana è stato recuperato nei pressi di Lana, dove viveva da tre anni. Il proprietario, residente nel comune del Burgraviato, lo aveva acquistato nel 2012 in Germania per 20 mila euro, e lo teneva all'interno di una gabbia di metallo nella propria abitazione dalla quale era riuscito a fuggire. L'allarme è scattato quando era stata segnalata nella legnaia di un maso del paese di Lana vicino a Merano la presenza di un grosso felino maculato. Sul luogo si è recato l'ispettore forestale assieme ai Carabinieri e ad un veterinario. Dato che è vietato ogni tipo di abbattimento del gattopardo africano, l'animale è stato catturato ed è stato affidato ad un ricovero sanitario per animali di Bolzano. Durante la sua permanenza presso la legnaia il felino ha sbranato un gatto.

 

Fonte: Ansa

mercoledì 8 ottobre 2014

Bufalo fa tremare il Re Cecato: Roma criminale attende il destino di Marcellone Colafigli

I soldati della mala, fuori dai bar, nelle bische, dentro ai locali, agli angoli delle strade o nelle piazzette, aspettano. Attendono gli eventi di quello che potrebbe essere una nuova figura di riferimento o una figura di cui continuare a parlare tra un rum e un tiro di coca. Ma il Re “cecato” sa bene come fare, sa bene come lastricare i sentimenti d’odio con strade d’oro. E’ rimasto in piedi contro le tempeste giudiziarie di ogni tipo e non si lascerà togliere Roma dalle mani con cui la stringe forte.“




Roma non si scompone all’apparenza, Roma vive il suo tran tran quotidiano fatto di occhi iniettati di sangue dentro il traffico del Gra o degli snodi principali della città. Roma vive sulle moviole, sugli sguardi persi di chi si dirige al lavoro su mezzi pubblici sempre più intasati, sulle bollette da pagare, sugli affitti sempre troppo cari per una qualità della vita che diventa qualcosa da sopportare, non da godere. Roma sembra non sentire, all’apparenza, quello che succede nel suo strato nascosto, quello che passa indistintamente dai quartieri “pregiati” di Roma Nord alle zone più popolari di una Roma sud che vede la ritirata lenta ma sistematica di ogni forma di Istituzione.

La Capitale non vede e non sente ma parla sottovoce dell’altra Roma. Quella criminale. E parla a labbra strette, per non “sbagliare”, tra un caffè e le pagine dei giornali che sono girate sulla cronaca o tra il ticchettio delle dita negli smartphone di ultima generazione per avere notizie a velocità 2.0.

La “breaking new” che è rimbalzata di bocca in bocca è di quelle che, se destinate a trovare un riscontro nell’aula di Tribunale della corte d’Assise tra pochi giorni, cancellerebbe quella pace apparente, quel tran tran quotidiano. Marcello Colafigli, alias “er Bufalo” di Romanzo Criminale, potrebbe tornare in libertà rispetto all’ergastolo inflittogli.

Da Primavalle, al Trullo. Dalla Magliana a Bravetta, da Corso Francia al Casilino il brusio sale su questa notizia che potrebbe rompere equilibri nella Roma Criminale. Che potrebbe cambiare rapporti di forza, aprire nuovi schieramenti, rimescolare le forze in campo e far scorrere sangue sui sampietrini. In virtù di una vendetta che non conosce tempo. Non tutti gli uomini che furono legati alla Banda della Magliana potrebbero dormire sonni tranquilli. Una banda che chiuse con una faida il suo percorso criminale e che vide Colafigli mettere il sigillo più pesante quando tutto sembrava ormai finito: l’omicidio di Renatino De Pedis. E la mattanza continuò tra le due principali fazioni, anno dopo anno. Per controllo del territorio e per vendetta.

Una vendetta che non è sempre stata consumata immediatamente e direttamente. Chi conosce la mala romana sa bene che gli interpreti non si “sporcano” le mani facilmente ma difficilmente lasciano correre.

Che cosa cambierebbe quindi con l’uscita di “Marcellone Colafigli”? Chi ora comanda dovrebbe tener conto di un nome di peso che calpesterebbe lo stesso asfalto, che inquieterebbe per i suoi passati all’ospedale psichiatrico, la sua particolare vena violenta e, sembrerà assurdo, per quella figura mitologica creata dalla serie “Romanzo Criminale”.

E le strade di Roma pulsano e respirano di mitologia, del sentito dire, delle leggende che diventano realtà assodate dopo pochi passaparola. Un passaparola che però riconosce anche la sua permanenza in carcere senza collaborare con la giustizia, senza pentimento. Un boss  nuovamente libero quindi, con un'immagine forte e un immaginario che lo circonda difficile da scalfire.

La Roma Criminale ha il suo re, i suoi capi, i suoi luogotenenti, le sue alleanze e i suoi soldati. Non sono uomini e ragazzi che vivono esistenze normali, sono eserciti fluttuanti ma fedeli al potere consolidato, a chi li sfama, a chi gli permette di avvicinarsi ai propri sogni, a chi gli può procurare più di quello che serve.

Una nuova figura, con un background come Colafigli, spariglierebbe le carte sul tavolo da gioco. Il tutto in modo silenzioso, discreto, come se nulla succedesse in superficie. In una calma piatta che anticiperebbe la tempesta.

Fonte: Roma Today



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